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Il plantare è un presidio ortopedico volto a modificare i rapporti articolari del piede per ottenere un riequilibrio morfo-strutturale dell'arto durante la fase di appoggio e propulsione, sia in statica che in dinamica.Il nome plantare deriva dalla struttura anatomica dove agisce, cioè la pianta del piede.Viene utilizzato negli stati algici del piede (metatarsalgia, neuroma di Morton, capsulite, etc.) ed in determinate complicanze agli arti inferiori di patologie sistemiche quale diabete (piede diabetico), artrite reumatoide (piede reumatico) ed in altre patologie che colpiscono il sistema vascolare, nervoso e linfatico.Il Piede piatto (in latino pes planus) è un termine comune per indicare una condizione medica dove l'arco plantare del piede collassa, con l'intera (o quasi) pianta del piede a contatto con il terreno. In alcuni individui (si stima il 20-30% della popolazione) l'arco non si sviluppa in un piede (unilateralmente) or in entrambi (bilateralmente). La velocità di movimento non è affetta dal piede piatto .Il calcagno assume un atteggiamento in valgismo, l'avampiede è abdotto, l'articolazione sottoastragalica è sublussata e medializzata.La definizione di piattismo è dovuta al tipo ed alla forma d'impronta che il piede lascia sul terreno. Con un apposito podogramma a seguito di un esame baropodometrico, si rileva sotto forma cartacea, l'impronta e si analizza definendo il piede piatto un piede che ha una superficie d'appoggio dell'istmo maggiore ad 1/3 della superficie d'appoggio del tallone anteriore.Questa definizione però è solo statica e limitativa e non tiene conto del fatto che ci sono piedi più tonici che hanno lo stesso grado di valgismo calcaneare pur presentando un istmo pressocchè normale; è il caso del piede cavo o piede cavo-valgo
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